mercoledì 31 marzo 2010
Virgulti
Incredibilmente i semi di pomodoro che l'estate scorsa ho raccolto in malo modo stanno germinando in gran quantità. Per Pasqua stiamo via una settimana, spero che le mie piantine non soffrano la sete.
domenica 28 marzo 2010
Cavolfiore
sabato 27 marzo 2010
Semi, semi, semi ... come mi
È scoppiata la primavera, letteralmente. Dopo un periodo ancora piuttosto freddo le temperature si sono alzate notevolmente e le piante non ci hanno pensato due volte, i mandorli e gli albicocchi sono fioriti in tutto il loro splendore e tutta la natura si dà da fare, lo si sente nell'aria.
Io nelle ultime settimane ho continuato a buttar semi nell'orto, mi piacerebbe ricostruire precisamente quel che ho fatto ma me lo sono in massima parte scordato :-( . Mi pare di aver seminato altra insalata usando ancora questa tecnica del composto per palline senza fare le palline che in realtà comincia già a darmi qualche dubbio. So che ho velocemente preparato per la semina un piccolo pezzo di terreno e lì ho buttato questo paltano, così forse capirò se funziona.
Poi devo aver seminato dei pomodori con semi raccolti da me in qualche modo e per questo dubito fortemente che germinino. Idem per dei peperoni con semi immaturi prelevati da un peperone acquistato al supermercato. Infine dei cavoli cappucci per i quali ho maggiore fiducia visto i buoni esiti dell'anno scorso con gli stessi semi.
Oggi, e questo lo ricordo bene:
Tra l'altro, in vaso avevi già messo anche i pomodori e i cavoli cappucci (già spuntati), sempre come test e piano B.
Nel frattempo nell'orto hanno fatto la loro comparsa le prime insalate e le prime piantine di piselli. Sorprendentemente, per ora, sono nate soprattutto dai miei semi, vedremo se daranno anche frutto.
Poi ci sono un sacco di germogli di una pianta sconosciuta, per un po' speravo fosse qualcosa di buono ma inizio a temere che sia l'ennesima infestante con cui dovrò fare i conti (prima o poi devo scrivere delle infestanti).
La mia carota è stata mangiata da qualche bestiaccia, spero solo non diventi una cattiva abitudine.
Io nelle ultime settimane ho continuato a buttar semi nell'orto, mi piacerebbe ricostruire precisamente quel che ho fatto ma me lo sono in massima parte scordato :-( . Mi pare di aver seminato altra insalata usando ancora questa tecnica del composto per palline senza fare le palline che in realtà comincia già a darmi qualche dubbio. So che ho velocemente preparato per la semina un piccolo pezzo di terreno e lì ho buttato questo paltano, così forse capirò se funziona.
Poi devo aver seminato dei pomodori con semi raccolti da me in qualche modo e per questo dubito fortemente che germinino. Idem per dei peperoni con semi immaturi prelevati da un peperone acquistato al supermercato. Infine dei cavoli cappucci per i quali ho maggiore fiducia visto i buoni esiti dell'anno scorso con gli stessi semi.
Oggi, e questo lo ricordo bene:
- zucca, i semi li ho presi da una zucca che l'anno scorso è cresciuta spontanea in campagna e per i quali nutro grandi speranze,
- zucchine, busta,
- anguria e zucca lunga gialla con semi che mi sono procurato a Venezia ad un incontro sulla permacoltura (sarebbe stata una storia da raccontare, comunque vedi qua: http://ortodicarta.wordpress.com/2009/10/07/chi-viene-in-spiaggia/),
- melone, uno buono mangiato l'anno scorso
Tra l'altro, in vaso avevi già messo anche i pomodori e i cavoli cappucci (già spuntati), sempre come test e piano B.
Nel frattempo nell'orto hanno fatto la loro comparsa le prime insalate e le prime piantine di piselli. Sorprendentemente, per ora, sono nate soprattutto dai miei semi, vedremo se daranno anche frutto.
Poi ci sono un sacco di germogli di una pianta sconosciuta, per un po' speravo fosse qualcosa di buono ma inizio a temere che sia l'ennesima infestante con cui dovrò fare i conti (prima o poi devo scrivere delle infestanti).
La mia carota è stata mangiata da qualche bestiaccia, spero solo non diventi una cattiva abitudine.
venerdì 5 marzo 2010
Piselli, palline e altro
Note sparse dall'ultima settimana.
Tre giorni fa ho seminato altri piselli, con quelli auto-prodotti la parte alta del bancale più a sud, con quelli rimasti nella busta la parte bassa. Ora ho praticamente ricoperto l'orto di piselli e sogno già di raccoglierne a chili anche se temo di rimanere molto deluso.
La settimana scorsa li ha piantati anche il padrone di casa quindi con i tempi pressapoco dovrei esserci, con la tecnica invece siamo proprio agli antipodi. Una cosa che ho notato è che lui ha messo tantissimi semi nei solchi e quindi la percentuale prevista di fallimenti è molto alta.
Poi ho seminato anche sedano e carote, uno dei più grossi fallimenti dell'anno scorso. Tutte le piante con semi piccoli (più piccoli di quelli di bieta a coste, spinaci o rape rosse, tanto per capirci) rappresentano un problema per la sottospecie di permacoltura che applico io. Da una parte infatti non si può lavorare il terreno come si farebbe in modo tradizionale e dall'altra non è possibile gestire a mano il singolo seme e così la probabilità che essi vadano sprecati si alza notevolmente.
Per affrontare la questione sto provando a reinterpretare la tecnica delle palline di Fukuoka, in questo modo, per quanto i semi siano piccoli, ci si ritrova in mano delle palline che sono molto più gestibili.
Nei giorni scorsi ho così preparato delle palline alle carote e sedano, e altre alle insalate, cipolle e prezzemolo che ho disseminato le prime nelle parti centrali dei bancali, le seconde sui bordi.
In realtà anche questo sistema non mi soddisfa molto in quanto:
Tre giorni fa ho seminato altri piselli, con quelli auto-prodotti la parte alta del bancale più a sud, con quelli rimasti nella busta la parte bassa. Ora ho praticamente ricoperto l'orto di piselli e sogno già di raccoglierne a chili anche se temo di rimanere molto deluso.
La settimana scorsa li ha piantati anche il padrone di casa quindi con i tempi pressapoco dovrei esserci, con la tecnica invece siamo proprio agli antipodi. Una cosa che ho notato è che lui ha messo tantissimi semi nei solchi e quindi la percentuale prevista di fallimenti è molto alta.
Poi ho seminato anche sedano e carote, uno dei più grossi fallimenti dell'anno scorso. Tutte le piante con semi piccoli (più piccoli di quelli di bieta a coste, spinaci o rape rosse, tanto per capirci) rappresentano un problema per la sottospecie di permacoltura che applico io. Da una parte infatti non si può lavorare il terreno come si farebbe in modo tradizionale e dall'altra non è possibile gestire a mano il singolo seme e così la probabilità che essi vadano sprecati si alza notevolmente.
Per affrontare la questione sto provando a reinterpretare la tecnica delle palline di Fukuoka, in questo modo, per quanto i semi siano piccoli, ci si ritrova in mano delle palline che sono molto più gestibili.
Nei giorni scorsi ho così preparato delle palline alle carote e sedano, e altre alle insalate, cipolle e prezzemolo che ho disseminato le prime nelle parti centrali dei bancali, le seconde sui bordi.
In realtà anche questo sistema non mi soddisfa molto in quanto:
- i semi si ritrovano tutti ravvicinati e si è costretti poi a far molta selezione (tolgo la cipolla o la lattuga?),
- preparare le palline richiede molto tempo.
sabato 27 febbraio 2010
Riprendiamo
È evidente che non riesco a registrare in modo organico e scrupoloso quello che faccio nell'orto come era mia intenzione. A questo punto riprovo con delle note sparse e per niente ordinate, forse così andrà meglio.
Comunque l'importante è tenere l'orto, non il blog. Per fortuna almeno questo impegno sono riuscito a rispettarlo e così la stagione scorsa mi sono fatto una bella esperienza. Purtroppo solo quella visto che il raccolto è stato estremamente scarso, direi a causa di:
aglio - era in dispensa ed è germinato ... vuoi buttarlo via?
piselli - il lunario di riferimento diceva di piantarli il 19-20, io avevo tempo il 21.
Riguardo i piselli:
ne ho messi metà di quelli che ho conservato l'anno scorso dai pochi che mi erano cresciuti e metà da busta. I primi sono nella parte alta dell'orto, i secondi in quella bassa. Penso che ne pianterò ancora più avanti così diversifico i tempi. In tutto ho messo parecchi semi, quest'anno a differenza del precedente voglio mettere meno varietà e più piante per varietà, altrimenti non si mangia nulla.
Comunque l'importante è tenere l'orto, non il blog. Per fortuna almeno questo impegno sono riuscito a rispettarlo e così la stagione scorsa mi sono fatto una bella esperienza. Purtroppo solo quella visto che il raccolto è stato estremamente scarso, direi a causa di:
- incapacità - proverò a migliorare,
- inesperienza - qui non si può che migliorare,
- pressapochismo - questo è un marchio di fabbrica e non intendo cambiarlo,
- tempi sballati - son partito tardi e poi ho continuato in ritardo con tutte le semine,
- acqua - ebbene sì, uno si studia mille cose diverse su terreni, vegetali e tecniche di coltivazione e poi se manca l'acqua c'è poco da fare. Nonostante tutti i problemi i precedenti c'era stato un momento in cui l'orto era letteralmente esploso e la roba cresceva che era un piacere. Poi però siamo andati via per più di un mese in cui c'è stata siccità e quando sono tornato ben poco era sopravvissuto.
- verze trapiantate - alcune decenti, altre brutte,
- cavolfiori trapiantati - un paio bellini, gli altri brutti,
- 3 o 4 piante di spinacio - uniche ad aver avuto la forza di spuntare di credo 10-20 semi piantati in autunno,
- qualche cappuccio estivo sopravvissuto - solo la pianta, i cappucci me li sono mangiati,
- qualche ciuffo di radicchio misto, valerniana e insalata - ho fatto una specie di palline di Fukuoka multigusto e questi sono i risultati (prossima volta monogusto). Il bello è che la roba spunta quando vuole lei, le palline le ho messe in autunno e certa roba sta nascendo ora,
- una carota - già, è riuscita a superare l'inverno,
- alcune rape rosse,
- varie biete a coste,
- una fragola trapiantata lì da un gruppo di piante che sta con me da parecchi anni,
- delle robe che sembrano cipolle ma io le cipolle le avevo seminate ad aprile dell'anno scorso mah ...
- una pianta spontanea dell'insalata che avevo seminato la scorsa primavera
aglio - era in dispensa ed è germinato ... vuoi buttarlo via?
piselli - il lunario di riferimento diceva di piantarli il 19-20, io avevo tempo il 21.
Riguardo i piselli:
ne ho messi metà di quelli che ho conservato l'anno scorso dai pochi che mi erano cresciuti e metà da busta. I primi sono nella parte alta dell'orto, i secondi in quella bassa. Penso che ne pianterò ancora più avanti così diversifico i tempi. In tutto ho messo parecchi semi, quest'anno a differenza del precedente voglio mettere meno varietà e più piante per varietà, altrimenti non si mangia nulla.
domenica 10 maggio 2009
Il primo bancale non si scorda mai
Questo post andava scritto più di un mese fa ma purtroppo non ho molto tempo a disposizione per l'orto, figuriamoci per il blog sull'orto!
Le cose comunque vanno avanti ed ora cercherò di fare un riepilogo almeno parziale di quanto fatto finora. Prima di questo però penso sia opportuno scrivere qualche riga per inquadrare meglio questo blog:
qui io scrivo di quella specie di orto che sto facendo nel cortile sotto casa. La mia idea è di mettere in pratica le tecniche di agricoltura naturale, agricoltura sinergica, permacoltura e compagnia bella. Non me ne intendo affatto di queste cose (né di agricoltura in genere) e l'orto serve appunto per provare concretamente come esse funzionino e a divertirmi un po' all'aria aperta.
Il blog serve a tenere traccia di cosa sto facendo e magari un giorno a rileggerlo per capire cosa ha funzionato e cosa invece non è andato bene. Ci sono poi un paio di possibili effetti collaterali positivi: che quanto scritto torni utile a qualcun'altro e che qualche commentatore mi dia dei buoni consigli.
Il blog si fregia anche di un secondo autore, JackAction al quale non interessa nulla di agricoltura sinergica ma è un esperto di brutal building. Mi auguro che i suoi contributi siano numerosi.
Veniamo quindi al riepilogo sull'orto:
per zappare quel giorno ho zappato. All'inizio pensavo di alzare i bancali con la terra che ricavavo scavando i camminamenti, poi credevo che non ce ne fosse a sufficienza e così i giorni successivi ho portato via qualche secchio di terra da da un cumulo di terreno smosso in un cantiere qui vicino. Poi ho visto che quella terra non era un granché, o perlomeno aveva un colore molto più chiaro di quella che stavo zappando e questo secondo me indicava che era meno buona. Alla fine quindi ho scavato in profondità e ho trovato tutta la terra che mi serviva.
In un paio di giorni ho fatto un primo bancale lungo 3 o 4 metri. Nel farlo ho cercato di togliere tutte le radici di quella che chiamo gramigna (elytrigia repens, dice Dilios) ma era un lavoro troppo brigoso e quindi non non sono stato troppo preciso. Questo primo pezzo lo chiamerò P1.
Vi ho seminato varia roba, seguendo lo schema di coltivazione dei pomodori di Emilia Hazelip.
Ho pacciamato con quel che avevo a disposizione, cioè fieno vecchio di ignota provenienza (lo aveva il padrone di casa nel sottoscala per dei conigli che ora non tiene più).
A fianco del primo bancale ne ho fatto un secondo un metro più corto (P2) per lasciar spazio ad un albero di prugne selvatiche preesistente. Questa volta me ne sono infischiato dei rizomi delle infestanti e ho semplicemente rivoltato le zolle. Ho perfino evitato di rompere i blocchi di terreno perché da qualche parte ho letto che in questo modo si manteneva meglio la sua naturale fertilità.
L'effetto pratico in realtà è che il terreno sembra molto meno coltivabile visto che i blocchi rimasti in superficie si sono molto induriti. Ispirato dai selvatici ho pensato quindi di seminarci delle piante pioniere, nel caso specifico delle coste e forse qualcos'altro, ora non ricordo più bene. Infine ho pacciamato come per P1.
Una nota riguardo la terra: io credo sia una buona visto che è piena di lombrichi, al tempo stesso penso che sia un po' argillosa visto che, come detto, quando si asciuga diventa molto dura. Per questo motivo Dilios mi aveva suggerito di mescolarla con della perlite ma la cosa mi pareva troppo complessa e non ci ho nemmeno provato.
Visto il poco spazio a disposizione questi due bancali sono meno larghi delle misure canoniche e i camminamenti sono molto stretti, inizialmente pensavo infatti di avere a disposizione per il mio orto solo un piccolo riquadro tra un fico e due alberi di prugne. In seguito però il padrone di casa mi ha detto che potevo espandermi molto di più e quindi ho pensato di prolungare P2 creando, a lavoro finito, una sorta di quadrilatero aperto.
Per questa seconda fase, che è ancora in corso, ho fatto le cose con un po' più di calma.
Ho subito aggiunto un pezzettino (P3) con la stessa tecnica usata per P2 e poi ho coperto un altro pezzo di terreno con le solite due coperte vecchie.
Questa volta ho potuto aspettare circa due settimane e effettivamente la copertura iniziava ad avere effetto ma le erbacce non erano ancora completamente soffocate. Nonostante questo ho voluto fare finta che lo fossero e le ho semplicemente coperte con altra terra allungando ulteriormente il bancale. Per questo nuovo pezzo (P4) di bancale sono tornato a rompere i blocchi di terreno superficiale formando così uno strato apparentemente soffice ed ho pacciamato con dell'erba appena falciata. Quest'erba tagliata ad aprile dovrebbe essere priva di semi (come suggerito, mi pare, dai selvatici) mentre lo stesso non posso dirlo del fieno usato in precedenza.
Dopo questo secondo esperimento penso che il sistema di coprire il terreno con dei teli sia effettivamente efficace ma serve parecchio tempo e roba pesante e che non lasci filtrare la luce. Nel mio caso, ad esempio, le piante riuscivano perfino a sollevare delle parti della coperta più leggera che ho usato. Avere degli animali che bonifichino il terreno credo sia comunque preferibile.
Nel frattempo, visto che la semina in P1 non dava gli esiti sperati ho iniziato a seminare anche in casa vari contenitori usando del terriccio racimolato qui e là in vecchi vasi da fiore. Una parte di questo terriccio sembrava molto buono anche se invaso da erbe di ogni tipo, mentre un'altra parte, tenuta al buio per mesi, era ormai diventata sabbia o peggio. Io ho mescolato tutto assieme per averne il più possibile e ho poi seminato piselli, fagiolini, prezzemolo, sedano, cavoli, zucchine, tageti, malva e cipolle.
Tornando alla costruzione dei bancali, proprio ieri ho fatto un nuovo pezzo (P5) seguendo ancora il sistema del rovesciamento delle zolle e copertura con terra più profonda. In realtà Dilios, che ho sentito di recente, mi ha detto che non è una buona idea perché in questo modo sto concimando i rizomi dell'elytrigia. Effettivamente il maggior problema che ho con i pezzi di bancale più vecchi (P1, P2 e P3) è l'invasione di piante infestanti ma non so dire se questo sia a causa delle radice che ho lasciato in profondità o del fieno che ho usato per pacciamare, probabilmente un po' una un po' l'altra. Fatto sta che questa è ora la tecnica più veloce e preferisco affrontare in un secondo momento il problema dell'invasione delle infestanti (le ultime parole famose ...).
Finito P5 ci sono un'altro paio di aggiunte in programma ma ne scriverò eventualmente solo dopo averle fatte.
Per quel che riguarda invece le piante fortunatamente qualcosa sta crescendo, ci sono fagiolini, piselli e pomodori un po' ovunque, due piantine di zucchine in P5, mini insalata su parecchie sponde, qualche pianta di coste che è riuscita a sbucare in P2, nasturzi trapiantati da un vaso di fiori della consorte e forse altro.
Questo post è comunque già troppo palloso e quindi lo termino qui. Cercherò in futuro di scrivere più spesso.
Le cose comunque vanno avanti ed ora cercherò di fare un riepilogo almeno parziale di quanto fatto finora. Prima di questo però penso sia opportuno scrivere qualche riga per inquadrare meglio questo blog:
qui io scrivo di quella specie di orto che sto facendo nel cortile sotto casa. La mia idea è di mettere in pratica le tecniche di agricoltura naturale, agricoltura sinergica, permacoltura e compagnia bella. Non me ne intendo affatto di queste cose (né di agricoltura in genere) e l'orto serve appunto per provare concretamente come esse funzionino e a divertirmi un po' all'aria aperta.
Il blog serve a tenere traccia di cosa sto facendo e magari un giorno a rileggerlo per capire cosa ha funzionato e cosa invece non è andato bene. Ci sono poi un paio di possibili effetti collaterali positivi: che quanto scritto torni utile a qualcun'altro e che qualche commentatore mi dia dei buoni consigli.
Il blog si fregia anche di un secondo autore, JackAction al quale non interessa nulla di agricoltura sinergica ma è un esperto di brutal building. Mi auguro che i suoi contributi siano numerosi.
Veniamo quindi al riepilogo sull'orto:
per zappare quel giorno ho zappato. All'inizio pensavo di alzare i bancali con la terra che ricavavo scavando i camminamenti, poi credevo che non ce ne fosse a sufficienza e così i giorni successivi ho portato via qualche secchio di terra da da un cumulo di terreno smosso in un cantiere qui vicino. Poi ho visto che quella terra non era un granché, o perlomeno aveva un colore molto più chiaro di quella che stavo zappando e questo secondo me indicava che era meno buona. Alla fine quindi ho scavato in profondità e ho trovato tutta la terra che mi serviva.
In un paio di giorni ho fatto un primo bancale lungo 3 o 4 metri. Nel farlo ho cercato di togliere tutte le radici di quella che chiamo gramigna (elytrigia repens, dice Dilios) ma era un lavoro troppo brigoso e quindi non non sono stato troppo preciso. Questo primo pezzo lo chiamerò P1.
Vi ho seminato varia roba, seguendo lo schema di coltivazione dei pomodori di Emilia Hazelip.
Ho pacciamato con quel che avevo a disposizione, cioè fieno vecchio di ignota provenienza (lo aveva il padrone di casa nel sottoscala per dei conigli che ora non tiene più).
A fianco del primo bancale ne ho fatto un secondo un metro più corto (P2) per lasciar spazio ad un albero di prugne selvatiche preesistente. Questa volta me ne sono infischiato dei rizomi delle infestanti e ho semplicemente rivoltato le zolle. Ho perfino evitato di rompere i blocchi di terreno perché da qualche parte ho letto che in questo modo si manteneva meglio la sua naturale fertilità.
L'effetto pratico in realtà è che il terreno sembra molto meno coltivabile visto che i blocchi rimasti in superficie si sono molto induriti. Ispirato dai selvatici ho pensato quindi di seminarci delle piante pioniere, nel caso specifico delle coste e forse qualcos'altro, ora non ricordo più bene. Infine ho pacciamato come per P1.
Una nota riguardo la terra: io credo sia una buona visto che è piena di lombrichi, al tempo stesso penso che sia un po' argillosa visto che, come detto, quando si asciuga diventa molto dura. Per questo motivo Dilios mi aveva suggerito di mescolarla con della perlite ma la cosa mi pareva troppo complessa e non ci ho nemmeno provato.
Visto il poco spazio a disposizione questi due bancali sono meno larghi delle misure canoniche e i camminamenti sono molto stretti, inizialmente pensavo infatti di avere a disposizione per il mio orto solo un piccolo riquadro tra un fico e due alberi di prugne. In seguito però il padrone di casa mi ha detto che potevo espandermi molto di più e quindi ho pensato di prolungare P2 creando, a lavoro finito, una sorta di quadrilatero aperto.
Per questa seconda fase, che è ancora in corso, ho fatto le cose con un po' più di calma.
Ho subito aggiunto un pezzettino (P3) con la stessa tecnica usata per P2 e poi ho coperto un altro pezzo di terreno con le solite due coperte vecchie.
Questa volta ho potuto aspettare circa due settimane e effettivamente la copertura iniziava ad avere effetto ma le erbacce non erano ancora completamente soffocate. Nonostante questo ho voluto fare finta che lo fossero e le ho semplicemente coperte con altra terra allungando ulteriormente il bancale. Per questo nuovo pezzo (P4) di bancale sono tornato a rompere i blocchi di terreno superficiale formando così uno strato apparentemente soffice ed ho pacciamato con dell'erba appena falciata. Quest'erba tagliata ad aprile dovrebbe essere priva di semi (come suggerito, mi pare, dai selvatici) mentre lo stesso non posso dirlo del fieno usato in precedenza.
Dopo questo secondo esperimento penso che il sistema di coprire il terreno con dei teli sia effettivamente efficace ma serve parecchio tempo e roba pesante e che non lasci filtrare la luce. Nel mio caso, ad esempio, le piante riuscivano perfino a sollevare delle parti della coperta più leggera che ho usato. Avere degli animali che bonifichino il terreno credo sia comunque preferibile.
Nel frattempo, visto che la semina in P1 non dava gli esiti sperati ho iniziato a seminare anche in casa vari contenitori usando del terriccio racimolato qui e là in vecchi vasi da fiore. Una parte di questo terriccio sembrava molto buono anche se invaso da erbe di ogni tipo, mentre un'altra parte, tenuta al buio per mesi, era ormai diventata sabbia o peggio. Io ho mescolato tutto assieme per averne il più possibile e ho poi seminato piselli, fagiolini, prezzemolo, sedano, cavoli, zucchine, tageti, malva e cipolle.
Tornando alla costruzione dei bancali, proprio ieri ho fatto un nuovo pezzo (P5) seguendo ancora il sistema del rovesciamento delle zolle e copertura con terra più profonda. In realtà Dilios, che ho sentito di recente, mi ha detto che non è una buona idea perché in questo modo sto concimando i rizomi dell'elytrigia. Effettivamente il maggior problema che ho con i pezzi di bancale più vecchi (P1, P2 e P3) è l'invasione di piante infestanti ma non so dire se questo sia a causa delle radice che ho lasciato in profondità o del fieno che ho usato per pacciamare, probabilmente un po' una un po' l'altra. Fatto sta che questa è ora la tecnica più veloce e preferisco affrontare in un secondo momento il problema dell'invasione delle infestanti (le ultime parole famose ...).
Finito P5 ci sono un'altro paio di aggiunte in programma ma ne scriverò eventualmente solo dopo averle fatte.
Per quel che riguarda invece le piante fortunatamente qualcosa sta crescendo, ci sono fagiolini, piselli e pomodori un po' ovunque, due piantine di zucchine in P5, mini insalata su parecchie sponde, qualche pianta di coste che è riuscita a sbucare in P2, nasturzi trapiantati da un vaso di fiori della consorte e forse altro.
Questo post è comunque già troppo palloso e quindi lo termino qui. Cercherò in futuro di scrivere più spesso.
lunedì 30 marzo 2009
Terra
L'improvvisazione è totale, fortunatamente c'è Dilios che mi dà qualche dritta via email.
Per ora, interpretando liberamente gli appunti di Emilia Hazelip n° 1, ho messo a nanna le erbacce ricoprendole con un paio di coperte, sono infatti momentaneamente sprovvisto di galline o maiali sterminatori.
Dopo qualche giorno pare che la cosa non abbia grandi effetti, probabilmente ci vuole molto più tempo e magari qualcosa di più pesante come copertura. Visto che sono già in ritardo di un mese abbondante penso che dovrò rassegnarmi e prendere in mano una zappa.
Nel frattempo son spuntati pomodori e petunie nelle mini serre comprate da mia moglie. Inoltre, presi dall'entusiasmo, abbiamo fatto provvista di sementi al supermercato ma discutendone poi con Dilios non sono sicuro sia stata una buona idea: visti i miei propositi di autosufficienza secondo lui avrei dovuto prestare attenzione a risemina, persistenza, selezione semenza, ecc. Io in realtà non ho ancora ben chiaro il vero significato di questi termini e per le mie sperimentazioni iniziali penso vadano bene anche questi semi dalle ignote caratteristiche.
Mi sa che tra un po' vado a zappare
Per ora, interpretando liberamente gli appunti di Emilia Hazelip n° 1, ho messo a nanna le erbacce ricoprendole con un paio di coperte, sono infatti momentaneamente sprovvisto di galline o maiali sterminatori.
Dopo qualche giorno pare che la cosa non abbia grandi effetti, probabilmente ci vuole molto più tempo e magari qualcosa di più pesante come copertura. Visto che sono già in ritardo di un mese abbondante penso che dovrò rassegnarmi e prendere in mano una zappa.
Nel frattempo son spuntati pomodori e petunie nelle mini serre comprate da mia moglie. Inoltre, presi dall'entusiasmo, abbiamo fatto provvista di sementi al supermercato ma discutendone poi con Dilios non sono sicuro sia stata una buona idea: visti i miei propositi di autosufficienza secondo lui avrei dovuto prestare attenzione a risemina, persistenza, selezione semenza, ecc. Io in realtà non ho ancora ben chiaro il vero significato di questi termini e per le mie sperimentazioni iniziali penso vadano bene anche questi semi dalle ignote caratteristiche.
Mi sa che tra un po' vado a zappare
Iscriviti a:
Post (Atom)
